Bonzi: 1 - Giunta militare: 0

Monaci buddisti in marcia contro il regime militare, fonte: www.agi.it
Grazie alla loro manifestazione di protesta gandhiana, infatti, tutto il mondo oggi conosce i crimini e le nefandezze del regime militare birmano. ansa, peacereporter
E la lotta per la democrazia ha raggiunto già i primi importanti risultati.
In tutto il mondo, gioiellieri, catene di grande distribuzione, aziende tessili, grandi compagnie assicurative, negozi specializzati nel lusso d’élite, stanno boicottando le esportazioni del regime. Da Cartier a Tiffany, fino all’associazione dei Gioiellieri americani. Niente più pietre preziose - soprattutto rubini e zaffiri - provenienti dalla Birmania “in seguito alle violenze e alla repressione di cui si è resa responsabile la giunta militare al potere”. La Jewelers of America, che racchiude 11.000 ditte attive nel commercio di gemme, ha anche chiesto ai suoi associati di richiedere garanzie sulla provenienza delle gemme che trattano. "Sarà dura però- ha ammesso all'agenzia Reuters Brian Leber, un associato dell'Illinois - per molti qui negli Usa l'argomento è controverso".
"Bulgari annuncia di aver cessato già da tempo l’acquisto di pietre preziose di provenienza birmana. Sebbene l’azienda non abbia mai acquistato le gemme direttamente nel Myanmar (ex Birmania) ma solo sui mercati internazionali, ha espressamente richiesto ai suoi fornitori garanzie sulla provenienza geografica delle pietre preziose." Questo l’annuncio postato sul sito di uno marchi storici dell’Italian Style, il brand di gioielli d’élite ‘Bulgari’. Un’azienda nata da una famiglia che in sé racchiudeva diverse nazionalità (greca, israelita, italiana e diverse altre balcaniche) e ha dimostrato grande sensibilità verso la questione che maggiormente ha scosso nell’ultimo mese le coscienze nel pianeta.
Anche la compagnia di assicurazioni britannica London Market Aviation Insurer ha sospeso le polizze stipulate con la giunta militare per la compagnia di bandiera dei militari. L’adesione al boicottaggio internazionale contro il regime, recita la nota ufficiale, deriva dallo “sgomento per la brutalità delle immagini che riportavano la repressione”. Senza copertura assicurativa, la Myanmar Airways International (Mai), ha sospeso i voli lungo le tratte quotidiane verso Bangkok (Thailandia) e Kuala Lumpur (Malesia).
Anche OviEsse, la catena d’abbigliamento del gruppo Coin, ha deciso di non rifornirsi più in Birmania di capi di abbigliamento, "perché condividiamo la richiesta che salle dalla società civile di quel Paese", recita il comunicato aziendale, e per “indurre il governo di quel Paese a ripristinare al più presto i diritti civili”, ha detto a PeaceReporter l’amministratore delegato del gruppo Coin Stefano Beraldo. Una decisione definitiva: "Sospensione del ricorso a forniture provenienti dalla Birmania (testuale) fino a quando non sarà ripristinato il rispetto dei diritti civili". peacereporter
Il mondo intero sta assistendo, oggi, ad una vera e propria rivoluzione nonviolenta. Una concreta alternativa ai bombardamenti, ai carri armati, ai kamikaze, alla violenza, alla distruzione... un'alternativa reale alla guerra.

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WASHINGTON - La Camera dei Rappresentanti del Congresso federale americano ha lanciato il guanto di sfida a George W. Bush e alla sua amministrazione e, ignorandone la più volte reiterata minaccia di opporre il veto presidenziale, ha approvato il disegno di legge che autorizza lo stanziamento di 124 miliardi di dollari in fondi di emergenza destinati al finanziamento delle operazioni militari in Iraq e in Afghanistan, subordinandone tuttavia la concreta elargizione alla fissazione di una scadenzario per la fine della campagna bellica irachena. Più precisamente, il ritiro delle truppe statunitensi dal Paese arabo dovrà iniziare dal prossimo ottobre e, sebbene la data abbia valore non vincolante bensì meramente indicativo, completarsi entro e non oltre il 31 marzo 2008.