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Database aggiornato in tempo reale dei civili morti in Iraq a partire dall'intervento militare degli USA nel 2003.

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Emergency si occupa dell'assistenza medico-chirurgica alle vittime dei conflitti armati, allo scopo di dare attuazione ai diritti umani per chi soffre le conseguenze sociali di guerre, fame, povertà, emarginazione e di promuovere una cultura di pace e solidarietà

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Amnesty International è un’organizzazione non governativa indipendente, svolge ricerche e azioni per prevenire e far cessare gravi abusi dei diritti all’integrità fisica e mentale, alla libertà di coscienza e di espressione e alla libertà dalla discriminazione.

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AMREF, attraverso l'ausilio di educatori, medici, infermieri, ingegneri, promuove lo sviluppo di 14 Paesi dell'Africa orientale: dal Kenya all'Uganda, dal Sudan al Sudafrica.

www.amref.it

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Food and Agriculture Organization of the United Nations, guida gli sforzi internazionali per sconfiggere la fame. La FAO è anche una fonte di conoscenza e informazioni. Aiuta i paesi in via di sviluppo e i paesi in transizione a modernizzare e migliorare l'agricoltura, la selvicoltura e la pesca, e assicurare a tutti una buona alimentazione.

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L'UNICEF è la principale organizzazione mondiale per i diritti dell'infanzia. Opera in 155 paesi in via di sviluppo con programmi di assistenza e in 37 paesi industrializzati attraverso i suoi Comitati Nazionali.

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Greenpeace è uno dei più grandi movimenti ambientalisti del mondo. Greenpeace si ispira ai principi della non-violenza; è indipendente da qualsiasi partito politico; non accetta aiuti economici né da governi né da società private e si finanzia esclusivamente con il contributo di singoli individui che ne condividono gli ideali e la missione.

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Il Progetto prende il nome di "Bloggers for equity", e nasce con lo scopo di rendere più visibili e più facilmente accessibili i metodi di donazione economica verso varie associazioni umanitarie. Al Progetto possono aderire tutti i proprietari di spazi Web e l'adesione è gratuita.


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martedì, 22 aprile 2008

I have no more dreams

La Lega ci salverà dai nostri ideali e... dai 'bingo bongo'.



M. Crozza e Ambra, Drammaturgia contemporanea, da Crozza Italia Live del 21 Aprile 2008
condiviso da vegekuu alle ore 00:05 | link | commenti (9)
categorie: guerra e pace, sogni, storia, aforismi, video, umorismo, rivoluzione, società


venerdì, 14 marzo 2008

Il paese dei bugiardi


C'era una volta, là
dalle parti di Chissà,
il paese dei bugiardi.
In quel paese nessuno
diceva la verità,
non chiamavano col suo nome
nemmeno la cicoria:
la bugia era obbligatoria.

Quando spuntava il sole
c'era subito uno pronto
a dire: "Che bel tramonto!"
Di sera, se la luna
faceva più chiaro
di un faro,
si lagnava la gente:
"Ohibò, che notte bruna,
non ci si vede niente".

Se ridevi ti compativano:
"Poveraccio, peccato,
che gli sarà mai capitato
di male?"
Se piangevi: "Che tipo originale,
sempre allegro, sempre in festa.
Deve avere i milioni nella testa".
Chiamavano acqua il vino,
seggiola il tavolino
e tutte le parole
le rovesciavano per benino.
Fare diverso non era permesso,
ma c'erano tanto abituati
che si capivano lo stesso.

Un giorno in quel paese
capitò un povero ometto
che il codice dei bugiardi
non l'aveva mai letto,
e senza tanti riguardi
se ne andava intorno
chiamando giorno il giorno
e pera la pera,
e non diceva una parola
che non fosse vera.


Dall'oggi al domani
lo fecero pigliare
dall'acchiappacani
e chiudere al manicomio.
"E' matto da legare:
dice sempre la verità".
"Ma no, ma via, ma và ..."
"Parola d'onore:
è un caso interessante,
verranno da distante
cinquecento e un professore
per studiargli il cervello ..."
La strana malattia
fu descritta in trentatre puntate
sulla "Gazzetta della bugia".

Infine per contentare
la curiosità
popolare
l'Uomo-che-diceva-la-verità
fu esposto a pagamento
nel "giardino zoo-illogico"
(anche quel nome avevano rovesciato ...)
in una gabbia di cemento armato.

Figurarsi la ressa.
Ma questo non interessa.
Cosa più sbalorditiva,
la malattia si rivelò infettiva,
e un po' alla volta in tutta la città
si diffuse il bacillo
della verità.
Dottori, poliziotti, autorità
tentarono il possibile
per frenare l'epidemia.
Macché, niente da fare.
Dal più vecchio al più piccolino
la gente ormai diceva
pane al pane, vino al vino,
bianco al bianco, nero al nero:
liberò il prigioniero,
lo elesse presidente,
e chi non mi crede
non ha capito niente.


(Gianni Rodari)


...qualcuno sicuramente starà pensando: "L'uomo-che-diceva-la-verità viene liberato ed eletto presidente. Lieto fine!"

...purtroppo non ne sarei così sicuro, dal momento che questa filastrocca è tratta da "Le favole a rovescio" e, con tutta probabilità, alle prossime elezioni sarà eletto presidente l'uomo-che-NON-dice-MAI-la-verità...

 (ogni riferimento al "Cavaliere" non è puramente casuale )

condiviso da vegekuu alle ore 13:06 | link | commenti (22)
categorie: poesia, infanzia, mafie, giochi linguistici


venerdì, 01 febbraio 2008

Perché non scrivo più?


     Premessa.


Chiedo scusa a tutti gli amici che, in queste ultime settimane, mi hanno scritto senza ottenere alcuna risposta. Ultimamente, per diversi impegni, non dispongo di molto tempo da dedicare al blog. Nonostante tutto, spero di non perdere i contatti con gli amici della blogosfera che, per quasi due anni, mi hanno tenuto compagnia e hanno arricchito questo blog condividendo opinioni, pensieri, emozioni.


     Perché non scrivo più?

Sono diversi i motivi che mi stanno allontanando dalla blogosfera. Sicuramente, le ultime due settimane di silenzio non sono affatto casuali: si tratta di una scelta ben precisa. Sosteneva Charles Bukowski:

«Tanta gente urla le  verità, ma senza stile è inutile, non serve.»

Viviamo nell'era del gossip e dell'autobiografismo. L'era del reality e del talk show all'ultimo sangue. L'era dell'individualismo e del crollo delle ideologie. L'era del moralismo fatto in casa, in cui è molto più facile giudicare che comprendere. L'era dell'assenza di responsabilità dove, se le cose vanno male, la colpa è sempre di qualcun'altro...
Viviamo nell'era in cui fare politica significa essere perennemente in campagna elettorale, massacrando continuamente la pazienza degli elettori con tormentoni quali "elezioni subito!" e "bisogna fare le riforme!". L'era in cui le grandi decisioni si prendono negli studi di "Porta a porta", invece che nelle aule del Parlamento.
Viviamo nell'era in cui parlare di politica significa parlare di una classe di porci drogati di potere (e non solo) che, ormai da oltre mezzo secolo, fa i salti mortali per spartirsi la torta, fregandosene altamente dei problemi del popolo che dovrebbero rappresentare e da cui vivono distanti anni luce.

Ben cosciente del fatto che sterili slogan elettorali, intrighi di palazzo, cori da stadio e sputi in parlamento difficilmente cambieranno il destino del nostro paese, provo, un passo alla volta, a mettere insieme i pezzi del mio futuro da "laureato precario", tra stage non retribuiti e contratti a progetto da 300 euro al mese...



«Servirsi a fini di potere degli sfruttati (anche solo del loro nome) è la peggiore forma di sfruttamento possibile. Proclamare il proprio amore per gli operai può riuscire un comodo alibi per chi non ama nessun operaio, o nessun uomo. Una folla consapevole che afferma la libertà dello spirito è uno spettacolo sublime. Ma una folla accecata che esalta il Potere è uno spettacolo osceno: chi si rende responsabile di una simile oscenità farebbe meglio a impiccarsi!»

(Elsa Morante, Piccolo Manifesto dei Comunisti senza classe né partito)


giovedì, 10 gennaio 2008

Un giorno senza sorriso è un giorno perso

Iniziativa per sostenere la lotta al neuroblastoma.


Comicomix vara una nuova iniziativa per sostenere la Lotta al Neuroblastoma (un tumore dell'infanzia che rappresenta la prima causa di morte in età pediatrica). L'iniziativa si chiama Un sorriso lungo un anno, ed è rivolta a tutti i bloggers e in generale agli amici del web.

Aderire è facile: clicca qui per sapere come fare...

Pensierofilia partecipa molto volentieri all'iniziativa, con una raccolta di aforismi sul sorriso:

«Un sorriso non dura che un istante, ma nel ricordo può essere eterno.»
(Friedrich von Schiller)

«Se tutti noi ci confessassimo a vicenda i nostri peccati, rideremmo sicuramente per la nostra totale mancanza di originalità.» (Kahlil Gibran)

«Chi sa ridere è padrone del mondo.» (Giacomo Leopardi)

«Giove dall'alto sorride degli spergiuri degli amanti.» (Ovidio)

«L'umorismo è il più eminente meccanismo di difesa.» (Sigmund Freud)

«Il riso è la distanza più corta tra due persone.» (Anonimo)

«Come ti vidi mi innamorai. (E tu sorridi perché lo sai).» (Arrigo Boito)

«Io sono un clown e faccio collezione di attimi.» (Heinrich Böll)

«Non si può ridere di tutto e di tutti, ma ci si può provare.» (Friedrich Nietzsche)

«Cerca il ridicolo in ogni cosa e lo troverai.» (Jules Renard)

«Colui che sorride quando le cose vanno male, ha già trovato qualcuno cui dare la colpa.» (Arthur Bloch)

«Il riso è il sole che scaccia l'inverno dal volto umano.» (Victor Hugo)

«Sorridi sempre, anche se è un sorriso triste, perché più triste di un sorriso triste c'è la tristezza di non saper sorridere.» (Jim Morrison)

«Se guardi indietro potresti ricordare qualcosa che non tornerà più. Se guardi avanti potresti pensare a qualcosa che non arriverà mai. Chiudi gli occhi e riaprili solo quando avrai la forza di tornare indietro senza piangere e guardare avanti sorridendo.»
(Anonimo)


«Un giorno senza un sorriso è un giorno perso.»


(Charlie Chaplin)

____________________
   FONTI:
Whoopy.it - Aforismi, categoria "sorriso", http://www.whoopy.it/aforismi/?Sorriso
Aforismi.org - Aforismi, categoria "sorriso", http://www.aforismi.org/Argomenti/sorriso.htm

_________________________

condiviso da vegekuu alle ore 00:49 | link | commenti (11)
categorie: sogni, arte, appelli, aforismi, infanzia


sabato, 05 gennaio 2008

Buon anno, Presidente Bush!

Capodanno a Baghdad, contando le vittime della "democrazia" americana.

BushSoldiers
''Le violenze in Iraq stanno diminuendo d'intensità, ma questo non toglie che per circa 24mila civili iracheni, per le loro famiglie e i loro amici, il 2007 sia stato un anno terribile'' - questo il commento laconico che gli analisti di The Iraq Body Count (Ibc) hanno posto a margine del rapporto presentato il 1° gennaio 2008 alla stampa.
Ibc, un network di ricercatori universitari britannici e statunitensi, nato nel 2003 per calcolare l'impatto della guerra sui civili iracheni, monitora da quasi cinque anni il numero delle vittime non combattenti in Iraq. Restano quindi fuori dalle sue statistiche i miliziani armati, i militari della Coalizione e tutti coloro che, in qualche modo, sono parte in causa del conflitto iracheno. I ricercatori dell'Ibc si basano sulle testimonianze raccolte negli obitori, dalle organizzazioni non governative locali e da fonti giornalistiche in loco. E' evidente come il calcolo, che stima in almeno 87.683 le vittime civili dall'inizio della guerra, nel marzo 2003, sia di gran lunga sottostimato.
Stesso discorso per il fronte militare. Nei dati diffusi in occasione della fine del 2007, il comando militare Usa in Iraq ha reso noto che quello appena trascorso è stato l'annus horribilis per le truppe statunitensi in Iraq dall'invasione del paese nel 2003. Sono 899 i militari Usa morti negli ultimi dodici mesi, la cifra più alta dall'inizio della guerra.
Con loro, sale a 3.904 il numero totale dei militari statunitensi che hanno perso la vita in Iraq dal 2003 a oggi, ai quali vanno sommati i militari di altri contingenti, che portano il numero delle vittime della Coalizione a 4.211.
Ma non si muore solo al fronte. Secondo un'inchiesta del quotidiano statunitense Usa Today, pubblicata il 14 dicembre scorso, il 2007 è stato l'anno con il maggior numero di suicidi nelle forze armate Usa.
Dall'inizio dell'anno al 27 novembre, sono 109 i soldati suicidi, secondo dati forniti dal Pentagono.Di questi sono 27 i suicidi avvenuti in Iraq e 4 quelli avvenuti in Afghanistan. Dal 1990, il maggior numero di suicidi (102) si era verificato nel 1992, dopo il primo conflitto in Iraq. peacereporter

Riepilogando: più di 90mila morti, senza contare tutti i guerriglieri dei quali nessuno tiene il conto. E senza contare che molti militari Usa sono stati dichiarati morti solo dopo un ultimo disperato volo verso gli ospedali militari statunitensi in Kuwait, in modo da non contabilizzarli nel conflitto in corso. Allo stesso modo restano esclusi dal conto tutti i civili morti che Ibc, per svariati motivi, non è riuscito a monitorare. peacereporter

Cosa aggiungere a questi dati? Nulla...
Non resta che augurare un felice 2008 al Presidente George W. Bush, ai Signori della guerra che questi degnamente rappresenta...
Buon anno anche a tutti i governi che hanno sostenuto, militarmente ed economicamente, l'occupazione dell'Iraq: tra questi, il governo italiano, (in)degnamente rappresentato, nel 2003, dal Cavaliere Silvio Berlusconi...
E (dulcis in fundo) un buon 2008 anche al governo in carica, degnamente (?) rappresentato dal Prof. Romano Prodi, che ha abbandonato a se stessa una delle più belle città del mondo, Napoli, lasciando che venisse sommersa dalla spazzatura, ma quando si è trattato di finanziare l'ampliamento delle basi americane a Vicenza o di (ri)finanziare la guerra amiricana in Afghanistan non si è fatto certo trovare impreparato dai "liberatori", stranziando oltre 354milioni di euro...

Felice anno nuovo...
condiviso da vegekuu alle ore 15:22 | link | commenti (7)
categorie: guerra e pace, immagini, mafie, foto di autore


martedì, 01 gennaio 2008

Lavati i denti!

Riflessioni ad alta voce per vivere al meglio il nuovo anno...


Monologo tratto dal film The Big Kahuna


Goditi potere e bellezza della tua gioventù. Non ci pensare.
Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite.
Ma credimi tra vent'anni guarderai quelle tue vecchie foto.
E in un modo che non puoi immaginare adesso.
Quante possibilità avevi di fronte e che aspetto magnifico avevi!
Non eri per niente grasso come ti sembrava.

Non preoccuparti del futuro.
Oppure preoccupati ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum
per risolvere un'equazione algebrica.
I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non ti erano mai passate per la mente,
di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.

Fa' una cosa ogni giorno che sei spaventato: canta!

Non essere crudele col cuore degli altri.
Non tollerare la gente che è crudele col tuo.

Lavati i denti!

Non perdere tempo con l'invidia: a volte sei in testa, a volte resti indietro.
La corsa è lunga e, alla fine, è solo con te stesso.
Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti.
Se ci riesci veramente, dimmi come si fa...

Conserva tutte le vecchie lettere d'amore,
butta i vecchi estratti-conto.

Rilassati!

Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita.
Le persone più interessanti che conosco a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita.
I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.

Prendi molto calcio.
Sii gentile con le tue ginocchia, quando saranno partite ti mancheranno.

Forse ti sposerai o forse no.
Forse avrai figli o forse no.
Forse divorzierai a quarant'anni.
Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio.
Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso, ma non rimproverarti neanche:
le tue scelte sono scommesse, come quelle di chiunque altro.

Goditi il tuo corpo, usalo in tutti i modi che puoi,
senza paura e senza temere quel che pensa la gente.
E' il più grande strumento che potrai mai avere.

Balla!
Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno.

Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai.
Non leggere le riviste di bellezza: ti faranno solo sentire orrendo.

Cerca di conoscere i tuoi genitori, non puoi sapere quando se ne andranno per sempre.
Tratta bene i tuoi fratelli, sono il miglior legame con il passato
e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro.

Renditi conto che gli amici vanno e vengono, ma alcuni, i più preziosi, rimarranno.
Datti da fare per colmare le distanze geografiche e gli stili di vita,
perché più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane.

Vivi a New York per un po', ma lasciala prima che ti indurisca.
Vivi anche in California per un po', ma lasciala prima che ti rammollisca.

Non fare pasticci con i capelli: se no, quando avrai quarant'anni, sembreranno di un ottantacinquenne.

Sii cauto nell'accettare consigli, ma sii paziente con chi li dispensa.
I consigli sono una forma di nostalgia.
Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio, ripulirlo,
passare la vernice sulle parti più brutte e riciclarlo per più di quel che valga.

Ma accetta il consiglio... per questa volta.

( Dal film The Big Kahuna )

condiviso da vegekuu alle ore 04:06 | link | commenti (7)
categorie: cinema, ricorrenze, video, esistenza


venerdì, 28 dicembre 2007

La Pace è più lontana

Il Pakistan seppellisce Benazir Bhutto tra violenze e incertezze

Bhutto
 http://www.kidswebindia.com/xmas_candle.gif

NEW DELHI -  Il Pakistan seppellisce la sua sfortunata "figlia dell'Est", mentre monta la violenza in tutto il Paese gettato in una delle peggiori crisi dei suoi sessant'anni di storia. Benazir Bhutto, il leader dell'opposizione e prima donna premier in un Paese musulmano, uccisa ieri in un attentato, e' stata inumata nel suo villaggio natale, nella provincia meridionale del Sindh, dove la polizia ha avuto l'ordine di sparare a vista contro dimostranti violenti.
Amata in occidente, beniamina degli americani, Benazir Bhutto, simbolo della democrazia, della modernità, della rivendicazione femminile, è morta in un attentato poco più di due mesi dopo il ritorno in patria, dopo otto anni di esilio volontario, segnata da una lunga battaglia contro accuse di una presunta corruzione e dal dubbio di compromessi poco onorevoli con il regime.
I Bhutto, come i Nehru-Ghandi in India, come i Kennedy negli Stati Uniti, sono una delle grandi dinastie politiche del mondo.
Migliaia di persone in lacrime, colpendosi la testa in segno di lutto, hanno accompagnato il feretro, diretto al mausoleo dove Benazir Bhutto e' stata sepolta accanto al padre. ansa, ansa
Quanto a ruolo e responsabilità del governo nell'attentato di giovedì, resta una coda infinita di polemiche, dichiarazioni e smentite.
Il Ppp insiste a dire che la Bhutto è stata uccisa da un colpo di pistola e nega credibilità alla versione del "quasi incidente" accreditata ieri dalle autorità. Baitullah Mehsud, il comandante dei gruppi taleban del Sud Waziristan accusato di essere l'organizzatore dell'attentato anche per conto di al Qqiada, ha smentito oggi qualunque responsabilità: "il popolo tribale ha i suoi costumi, noi non uccidiamo le donne", ha detto un suo portavoce.
ansa


«Il singolo individuo può sfidare la violenza di un impero ingiusto per difendere il proprio onore, la propria
religione, la propria anima e porre i presupposti per la caduta di quell'impero o per la sua rigenerazione.»

(Gandhi)

condiviso da vegekuu alle ore 16:54 | link | commenti (9)
categorie: guerra e pace, immagini, aforismi, donna





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